Prevenzione infortuni nel tennis: 7 strategie per preparare muscoli e articolazioni prima di giocare
Nel tennis, ogni scambio mette alla prova velocità, coordinazione, resistenza e capacità di recupero.
Cambi di direzione improvvisi, accelerazioni, torsioni e colpi ripetuti sopra la testa rendono questo sport estremamente coinvolgente, ma anche impegnativo per muscoli e articolazioni.
Anche chi non è un professionista e gioca a livello amatoriale avanzato, partecipa a tornei locali o si allena più volte a settimana sa quanto sia importante trovare il giusto equilibrio tra performance, recupero e continuità.
Giocare bene significa anche riuscire a dare continuità al proprio tennis, limitando stop forzati, fastidi e sovraccarichi che possono incidere sulla qualità del gioco e sul piacere di stare in campo.
Come fa il tennis ad aumentare lo stress dell’organismo?
Il tennis richiede un mix continuo di esplosività, precisione tecnica e resistenza. Durante una partita, il corpo alterna accelerazioni, frenate, rotazioni e movimenti rapidi che coinvolgono contemporaneamente muscoli, tendini e articolazioni.
I distretti più sollecitati sono spesso:
- spalla
- gomito
- schiena
- ginocchia
- caviglie
Soprattutto a causa dei movimenti ripetitivi che coinvolgono le zone anatomiche sopra citate e dell’overtraining, tra i fastidi più comuni nei tennisti troviamo:
- epicondilite (gomito del tennista)
- tensioni alla spalla
- rigidità lombare
- dolore da sovraccarichi a ginocchia e caviglie
- contratture e affaticamento muscolare
Spesso, negli sportivi amatoriali, il problema non dipende soltanto dall’intensità del gioco, ma anche da una preparazione poco graduale, da recuperi insufficienti o da settimane particolarmente intense senza pause adeguate.
Proprio per questo, la prevenzione, non dovrebbe riguardare soltanto chi ha già avuto fastidi, ma dovrebbe diventare parte integrante della routine sportiva di tutti, ricordando di:
1. Non entrare in campo “a freddo”
Uno degli errori più comuni è iniziare a giocare senza preparare il corpo allo sforzo.
Un buon riscaldamento dinamico aiuta muscoli e articolazioni ad affrontare meglio movimenti esplosivi, cambi di ritmo e sollecitazioni ripetute.
Prima di allenamenti e partite può essere utile dedicare 10-15 minuti a:
- mobilità articolare
- attivazione del core
- esercizi dinamici per spalle e anche
- lavoro leggero di rapidità e coordinazione
Anche pochi minuti possono fare la differenza nella qualità dei movimenti e nella percezione del corpo in campo.
2. Preparare le articolazioni ai movimenti del tennis
Nel tennis, il gesto tecnico si ripete continuamente: pensiamo al servizio, alle rotazioni del tronco o agli appoggi laterali, movimenti che richiedono fluidità e controllo.
Per questo è importante lavorare non solo sulla componente muscolare, ma anche sulla mobilità articolare.
Routine semplici dedicate a spalle, anche e caviglie possono aiutare il corpo a gestire meglio ampiezza e rapidità dei movimenti, soprattutto quando si gioca con frequenza o su superfici particolarmente impegnative.
3. Allenare il core, il vero centro del movimento
Nel tennis, la forza non nasce solo da braccia e gambe. Gran parte dell’efficacia dei colpi dipende dalla capacità del corpo di trasferire energia in modo fluido e controllato.
Ecco perché la core stability è uno degli aspetti più importanti anche nella gestione dei sovraccarichi.
Un core stabile contribuisce a migliorare equilibrio, coordinazione e controllo del gesto tecnico, aiutando allo stesso tempo a distribuire meglio il lavoro tra tronco e arti.
Esercizi come, plank, esercizi anti-rotazione e lavoro su equilibrio e stabilità possono essere inseriti facilmente anche nella routine di un tennista amatoriale.
4. Allenarsi meglio, non solo di più
Quando si gioca spesso, il rischio è accumulare fatica senza concedere al corpo il tempo necessario per recuperare.
Succede soprattutto nei periodi con tornei ravvicinati o più partite durante la settimana.
Per questo è utile alternare:
- sessioni più intense
- lavoro di mobilità
- recupero attivo
- giorni di scarico
Una gestione più equilibrata del carico può aiutare il corpo a mantenere continuità durante tutta la stagione.
Nel tennis, infatti, non conta soltanto quanto ci si allena, ma anche come si distribuiscono allenamento e recupero nel tempo.
5. Dare spazio al recupero recupero perché parte della performance
Chi gioca con continuità lo sa bene: arrivare in campo con buone sensazioni spesso fa la differenza tanto quanto allenarsi bene.
Il recupero non è una pausa passiva, ma una parte integrante della pratica sportiva.
Sonno, idratazione, alimentazione equilibrata e gestione dello stress fisico aiutano muscoli e articolazioni a recuperare dopo allenamenti intensi o match lunghi.
Anche le abitudini post-partita possono avere un ruolo importante:
- defaticamento leggero
- stretching moderato
- recupero attivo
- attenzione alle sensazioni del corpo nelle ore successive
Piccoli gesti che, nel tempo, possono contribuire a rendere più sostenibile la pratica sportiva.
6. Ascoltare il corpo prima che arrivi lo stop obbligato
Uno degli aspetti più sottovalutati dagli sportivi amatoriali è l’ascolto dei segnali del corpo.
Rigidità persistente, stanchezza accumulata o sensazioni di affaticamento non andrebbero ignorate, soprattutto nei periodi più intensi.
Intervenire in anticipo, modulando allenamenti, recupero e routine, è spesso più utile che fermarsi completamente dopo settimane di sovraccarico.
Nel tennis, la continuità si costruisce anche attraverso piccoli aggiustamenti quotidiani.
7. Inserire nella routine un supporto dedicato a muscoli e articolazioni
Preparazione, recupero e attenzione al movimento fanno parte di una gestione più completa della pratica sportiva.
Per questo, molti sportivi scelgono di inserire nella propria routine abitudini e soluzioni dedicate al recupero, soprattutto nei periodi con allenamenti intensi o partite ravvicinate.
La linea Cetilar® è sviluppata per accompagnare chi pratica sport con continuità, all’interno della propria routine pre e post-allenamento, promuovendo la cultura del movimento, la preparazione fisica e una corretta gestione del corpo di chi pratica attività sportive caratterizzate da movimenti ripetitivi e sollecitazioni frequenti, come il tennis.
Un approccio che richiama l’attenzione crescente, anche nel tennis professionistico, verso preparazione, gestione del corpo e qualità del movimento.
La continuità conta più dell’intensità
Nel tennis, la differenza non la fa soltanto chi colpisce più forte, ma soprattutto chi riesce a mantenere qualità, lucidità e buone sensazioni durante tutta la stagione.
Allenamento, prevenzione, recupero e ascolto del corpo sono aspetti sempre più centrali non solo per gli atleti professionisti, ma per chiunque viva il tennis con passione e determinazione.
Spesso, la migliore performance è quella che permette di tornare in campo con continuità, partita dopo partita.
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