Nutrizione, fiducia e continuità – Intervista a Giuseppe Cucinotta, dietista sportivo della Pallacanestro Brescia
Nel basket professionistico la nutrizione è una componente sempre più importante della performance, del recupero e della continuità durante una stagione lunga e impegnativa.
Costruire buone abitudini alimentari in una squadra non significa imporre regole rigide, piuttosto presuppone il creare fiducia, educare gli atleti e aiutarli a comprendere come ogni scelta possa influenzare il rendimento in campo.
Questa è la filosofia di Giuseppe Cucinotta, dietista sportivo di Pallacanestro Brescia, che da cinque anni affianca giocatori e staff nel percorso verso una maggiore consapevolezza alimentare.
Con lui abbiamo parlato di alimentazione nel basket, di integrazione, degli errori più comuni e delle nuove tendenze che stanno cambiando il modo di vivere la nutrizione nello sport.
Dalla sala pesi al professionismo: una passione diventata missione
1. La sua passione per l’alimentazione nasce molto presto, durante le prime esperienze in palestra. Come si è evoluta nel tempo?
Tutto è iniziato quando avevo circa 15 anni. Giocavo a calcio, ma è stato l’ambiente della sala pesi a farmi scoprire un mondo completamente nuovo.
Grazie al mio primo personal trainer ho iniziato ad appassionarmi al rapporto tra alimentazione, salute e performance. Mi affascinava l’idea che ciò che mangiamo possa influenzare non solo il modo in cui ci sentiamo, ma anche il nostro benessere nel lungo periodo.
Inizialmente pensavo di intraprendere un percorso completamente diverso, quello veterinario. Poi, durante un open day universitario, ho scoperto la dietistica e ho capito che quella sarebbe stata la mia strada.
2. Qual è stata l’evoluzione del suo percorso professionale?
Ho cercato di costruire esperienze diverse; durante gli studi ho iniziato a lavorare in palestra, poi in uno studio di fisioterapia, fino ad arrivare alla libera professione.
Mi è sempre piaciuta l’idea di lavorare in contesti differenti e confrontarmi con esigenze diverse. Questo mi ha permesso di sviluppare una visione molto pratica della nutrizione sportiva.
Da cinque anni collaboro con la Pallacanestro Brescia, un ambiente che rappresenta una sfida continua e molto stimolante.
3. Qual è l’aspetto più complesso nel lavoro con una squadra professionistica?
Probabilmente il fatto che ogni atleta abbia abitudini, convinzioni e rituali consolidati.
Nel basket, come in molti sport, esistono tradizioni e piccoli riti legati anche all’alimentazione. Per questo il mio approccio non è mai quello di imporre regole: preferisco fornire strumenti, consigli e spunti pratici. Piccoli cambiamenti che possano aiutare l’atleta a ottenere benefici concreti. Quando si vedono i risultati, cresce la fiducia e diventa più facile costruire un percorso condiviso.
Alimentazione nel basket: esigenze specifiche, errori comuni e il ruolo dell’idratazione
4. Quali sono le principali esigenze nutrizionali di un cestista professionista?
Esistono linee guida valide per tutti, ma la nutrizione deve sempre adattarsi al momento della stagione e alle caratteristiche dell’atleta.
Uno dei periodi più delicati è quello dei playoff, quando le partite sono ravvicinate e il recupero diventa una priorità assoluta.
In queste situazioni aumenta l’attenzione verso il reintegro energetico, in particolare dei carboidrati, che permettono di ripristinare le riserve utilizzate durante le gare e gli allenamenti.
Anche l’integrazione viene rivista per supportare meglio il recupero tra una partita e l’altra.
5. Cosa cambia invece durante la regular season?
Con una partita a settimana la gestione è diversa: i tempi di recupero sono più ampi e questo consente una maggiore flessibilità. L’attenzione resta alta, ma l’urgenza di reintegrare rapidamente energie e nutrienti è inferiore rispetto alle fasi più intense della stagione.
6. L’alimentazione cambia anche in base al ruolo in campo?
Sì, soprattutto per quanto riguarda alcuni parametri fisici.
Un playmaker, ad esempio, deve mantenere elevati livelli di rapidità e agilità; quindi, si presta particolare attenzione al peso corporeo e alla percentuale di massa grassa.
Ogni atleta ha esigenze differenti e l’obiettivo è trovare il miglior equilibrio tra composizione corporea, energia disponibile e richieste specifiche del ruolo.
7. Come gestite il periodo estivo?
L’off-season è sempre una fase particolare: a differenza della stagione, gli atleti sono molto più autonomi e spesso lavorano lontano dal club. È normale che qualcuno rientri con qualche chilo in più o con abitudini diverse rispetto a quelle mantenute durante l’anno.
Per questo cerchiamo di fornire indicazioni chiare e strumenti pratici che possano aiutarli a gestire al meglio questo periodo.

8. Quali sono gli errori alimentari che osserva più spesso nei cestisti?
Uno degli aspetti più frequenti riguarda la gestione dei carboidrati: molti atleti tendono a sottovalutare il loro ruolo nel recupero, soprattutto dopo allenamenti o partite particolarmente impegnative.
Ad esempio, capita che a cena si consumino pane o altre fonti energetiche in quantità insufficienti, evitando alimenti come pasta o riso che invece possono favorire un recupero più efficace delle riserve di glicogeno.
9. Ci sono altri aspetti spesso trascurati?
Sì, i tempi di digestione. A volte si tende a concentrarsi esclusivamente sulla quantità di proteine assunte, senza considerare quando e come vengono consumate.
Anche una colazione troppo ricca di proteine, ad esempio, può non essere sempre la scelta migliore in funzione dell’allenamento successivo.
Per questo è importante comprendere non solo cosa mangiare, ma anche quando mangiarlo.
10. E sul fronte dell’idratazione?
È probabilmente uno degli aspetti più sottovalutati. Molti atleti non bevono abbastanza rispetto alle loro reali necessità.
Dopo una partita o un allenamento intenso si possono perdere anche diversi chilogrammi di peso corporeo tra liquidi e glicogeno muscolare. Recuperare rapidamente lo stato di idratazione è fondamentale per favorire il recupero e preparare il corpo allo sforzo successivo.
L’atleta moderno e il ruolo del nutrizionista
11. Rispetto a 15-20 anni fa, quanto è cambiato il rapporto degli atleti con alimentazione e integrazione?
Oggi c’è una consapevolezza molto maggiore rispetto al passato. Gli atleti comprendono che alimentazione, recupero e integrazione possono influenzare direttamente la qualità della prestazione e la durata della carriera.
Basta osservare esempi come LeBron James, che negli anni ha investito enormemente nella cura del proprio corpo per mantenere standard elevatissimi.
12. Anche gli staff sono cambiati?
Sì, e questo ha contribuito enormemente alla crescita della cultura della performance.
Oggi preparatori atletici, fisioterapisti, nutrizionisti e medici lavorano sempre più in sinergia. L’atleta è seguito in maniera molto più completa rispetto al passato.
Questa evoluzione ha portato a una professionalizzazione generale che coinvolge sia i giocatori, sia le figure che li affiancano quotidianamente.
Donne e uomini: approcci diversi alla nutrizione
13. Collabora anche con l’U23 femminile di calcio. Ha notato differenze nel modo di approcciarsi alla nutrizione?
Sì, alcune differenze esistono. Come accade anche nel basket professionistico, quando si entra in un gruppo già consolidato (io faccio parte dello staff da tre anni), è importante conquistare gradualmente la fiducia delle atlete.
Nel complesso, però, ho notato che le donne tendono a essere più attente e consapevoli rispetto a molti uomini quando si parla di alimentazione e cura di sé.
Probabilmente è un aspetto che affonda le radici anche nella cultura e nell’educazione ricevuta fin da giovani.
Le nuove frontiere della nutrizione sportiva
14. Quali trend potrebbero influenzare maggiormente il futuro dell’alimentazione sportiva?
Uno dei temi più interessanti è sicuramente l’alimentazione a prevalenza vegetale.
Anche nel professionismo si vedono sempre più esempi di atleti che scelgono questo approccio. Nella nostra squadra abbiamo un atleta vegano che rappresenta uno degli esempi più evidenti di come una dieta ben strutturata possa sostenere performance elevate.
15. Ci sono altri argomenti destinati a crescere nei prossimi anni?
Si parla molto di digiuno intermittente, anche se al momento la letteratura scientifica non è ancora sufficiente per trarre conclusioni definitive in ambito sportivo.
Un tema destinato invece ad acquisire sempre più importanza è il rapporto tra alimentazione, sonno e recupero.
Grazie ai dispositivi indossabili, è possibile monitorare molti parametri legati al riposo e comprendere meglio come le abitudini quotidiane influenzino la capacità di recuperare e performare.
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Nel basket moderno, come in ogni sport, la nutrizione non è una questione di perfezione, ma di consapevolezza.
Piccoli miglioramenti, ripetuti nel tempo, possono fare una grande differenza sulla qualità degli allenamenti, sul recupero e sulla continuità della prestazione.
Ed è qui che si misura il valore del lavoro di un professionista nel campo della nutrizione: non nel cambiare tutto da un giorno all’altro, ma nell’aiutare gli atleti a costruire abitudini che possano accompagnarli per tutta la carriera.