Caratteristiche antropometriche e prestazioni sportive: esiste una correlazione?

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Una giornata tra scienza, medicina e sport con i ragazzi del Parma Calcio Under 14 e Under 16 per verificare l’esistenza di biomarkers “predittori” del talento.

 

Domenica 16 giugno, presso il Centro Sportivo di Collecchio, il Parma Calcio 1913, in collaborazione con il Prof. Giampietro Alberti, del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università di Milano, ha condotto una giornata di test sui ragazzi delle squadre giovanili.

I giocatori Under 14 e Under 16 del Parma sono stati infatti convocati per essere sottoposti ad una valutazione integrata, basata sulla correlazione tra composizione corporea, somatotipo, stato di idratazione e test fisici sul campo.
Obiettivo? Creare un database per la ricerca di biomarkers “predittori” del talento calcistico. In altre parole, verificare l’esistenza di una possibile correlazione tra caratteristiche antropometriche e prestazioni sportive.

La giornata dei ragazzi prevedeva, oltre a diversi test di performance in palestra e sul campo di gioco, anche una serie di valutazioni legate alla composizione corporea, come la plicometria, la misura delle circonferenze, BIVA total body e BIA Segmentale.

“È molto importante avere dei dati concreti in mano e iniziare ad eseguire delle valutazioni medico-scientifiche a partire dall’età giovanile, per poi seguire l’atleta lungo tutto il suo percorso” commenta il Prof. Giampietro Alberti, del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università di Milano. “Queste misurazioni sono utili per ricavare dei suggerimenti per migliorare non solo la performance, ma anche il benessere funzionale e lo stato di salute dei giocatori. Fondamentale è poi distinguere la prestazione dal risultato, perché il risultato può essere influenzato da molteplici fattori, alcuni dei quali non governabili. Bisogna quindi tornare a misurare il «come», perciò non quanto veloce corro, ma come corro. E questo vale per tutti gli aspetti tecnici della disciplina.”

Il Dott. Tindaro Bongiovanni, nutrizionista del Parma Calcio, spiega infatti come in questi anni di lavoro con gli atleti della serie A, siano emerse sempre più evidenze di una stretta correlazione tra caratteristiche antropometriche e prestazioni sportive (BCM, distribuzione delle pliche, circonferenza degli arti inferiori, etc.). Tuttavia “è importante sottolineare come la prestazione tenga conto di molti fattori, perciò bisogna avere cautela nell’attribuire esclusivamente a determinate caratteristiche fisiche una migliore performance”, precisa il Dott. Bongiovanni.

Anche Michele Morat, fisioterapista del settore giovanile del Parma, concorda con questa visione e commenta: “il calcio è un lavoro che si svolge principalmente sul campo. Queste nuove valutazioni scientifiche sono sicuramente un ausilio importante per il settore giovanile. Il nostro obiettivo è infatti basarci sulla ricerca scientifica per stilare un protocollo per i nostri giocatori, al fine di incrementare le performance e garantire una crescita costante a questi giovani talenti”.

 

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